Ieri ho passato parte della giornata (il resto è stata dedicata ad una visita medica) a cercare di descrivere cosa è successo sui mercati negli ultimi giorni alle persone che mi affidano i loro risparmi, i loro desideri futuri.

Siccome ne avrete sentite di tutte e di più, vado oltre il recente passato, anche se i riflessi di ieri torneranno probabilmente a farsi vivi in questo 2018.

Per i mercati USA la tempesta sembra passata già ieri con gli indici principali che, dopo qualche altalena iniziale, hanno intrapreso la strada del recupero con qualche gestore tornato ad acquistare i titoli dei settori Tech, Consumers e Materials.
I settori dello S&P, che hanno meglio performato, sono stati i settori ciclici a testimonianza che l’atteggiamento di ieri sera in chiusura é stato di tipo Risk On. In vendita i titoli del  settore Utility e Real Estate, settori che risentono maggiormente di uno scenario di aumento dei tassi di interesse.

La giornata di De-Risking, il violento movimento di storno legata alle forzate vendite e all’impennata della volatilità ha un sicario ben noto: la finanza passiva. Stop loss che saltano come tappi, sistemi che si ribilanciano e devono diminuire il rischio di portafoglio ed in poco tempo, la frittata è fatta.
Tuttavia ier alcuni gestori sono tornati a cavalcare il tema di inizio anno, caratterizzato da crescita economica forte e uno scenario di maggiore inflazione (anche se su questo aspetto ho dei personali dubbi: troppo debito in giro porta di solito deflazione. Vedremo). Non é un caso, quindi, che i rendimenti dei Treasury siano rimasti sostenuti nel corso di tutta la seduta, seguendo, tuttavia, i movimenti altalenanti delle borse.

Allora siamo a posto? Tutto passato? Facciamo un paragone facile facile. Il mercato oggi è come una coppia di innamorati dopo una furiosa litigata e conseguente tentativo di riappacificazione: le ferite, le offese, i motivi della lite restano mandando in crisi la fiducia che potrebbe rimettere in crisi il rapporto.
Traslatelo ora sui portafogli che hanno visto un grosso contraccolpo coi parametri di rischio schizzati al rialzo e i gestori corsi a ridurre la quota investita. La volatilità è stata talmente alta da mettere in crisi più di un ETF legato ad essa (strumenti di cui gli Hedge Funds sono/erano pieni). Seppur parzialmente rientrata, essa potrebbe farsi rivedere portando a nuove ondate di vendite da De-Risking.

Probabilmente la volatilità nelle varie asset class resterà alta ancora per un pò di tempo e tutti noi dovremo ri-abituarci a questo nuovo/vecchio clima che negli ultimi anni era stato drogato dalle massicce iniziezioni di liquidità delle varie Banche Centrali (liquidità creata sul nulla, semplice carta stampata… da questo punto di vista vedo poche differenze coi BitCoin et similia… ma non fraintendetemi, non intendo equiparare BitCoin a valute nazionali), e lo dovranno fare anche tanti gestori che gestiscono miliardi di dollari, magari utilizzando le più sofisticate formule matematiche, ma che hanno un’esperienza molto breve e che non hanno mai visto scendere gli indici per giorni del 7%-8% come accaduto nel 2008, figuriamoci i sell off importanti del 2000. Forse sono stati colpiti di striscio da quelli del 2011.

UntestedMajority

Di fatto, i mercati finanziari sono in mano alla nuova generazione dei Millenials cresciuta col credo “tanto poi rimbalza”. Questo desta preoccupazione, perché Lunedì si è visto quali movimenti siano in grado di creare gli  algoritmi matematici creati dai “millennials” . Se a questo aggiungiamo anche eventuali reazioni emotive inaspettate, frutto dell’inesperienza, potremmo vedere diverse copie della giornata di Lunedì nel corso del 2018.

Anche gli investitori, tramortiti da massicce dosi di unidirezionalità di mercato e da politiche commerciali buone soprattutto per gli utili altrui, dovranno necessariamente darsi una svegliata e tornare a comprendere che in finanza (come nella vita) pasti gratis non esistono e se esistono… o sono frutto di carità o nascondono qualcos’altro di non troppo benefico.

Quindi, allacciamo le cinture e valutiamo strategie di copertura dei rischi di portafoglio, approfittando di questi momenti di quiete.

Ringrazio i colleghi di Azimut che mi hanno fornito ampi spunti per la realizzazione di questo mio elaborato.

Andrea Bertamino

ps: ho trovato le immagini nella rete e le ritengo di libero utilizzo. Qualora così non fosse, per favore avvisatemi con una mail che provvederò nel minor tempo possibile a rimuoverle.

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