Giusto il tempo di scrivere ironicamente di inflazione vista in risalita negli States che oggi “Bce, Draghi conferma tassi e Qe: L’inflazione peggiora” perchè a fronte di una crescita nell’Eurozona più rapida del previsto, si assiste a prezzi volatili che proprio non hanno voglia di innescare la sperata inflazione.

Le stime di questa infatti sono: all’1,5% nel 2017, all’1,3% nel 2018 e all’1,6% nel 2019. Lo scorso marzo le previsioni erano rispettivamente +1,7% per quest’anno, +1,6% per il prossimo e +1,7% per il 2019. L’obiettivo ufficiale della Bce è arrivare a un tasso di inflazione inferiore ma vicino al 2%.

I tassi d’interesse sono stati confermati ai minimi storici: resta a zero quello sui principali rifianziamenti, allo 0,25% quello sulle operazioni marginali e al -0,40% quello sui depositi parcheggiati dalle banche presso la Bce.

Rispondendo alle domande, il governatore Draghi precisa: “Abbiamo eliminato il ‘bias’ ribassista sui tassi dal momento che sono venuti meno i rischi di lungo periodo sull’inflazione”, ma “se dovessero ricomparire, saremmo pronti a tagliare nuovamente i tassi”.

Possibile che, qualora ve ne sia necessità, il QE possa essere incrementato in termini di entità e/o durata.

Detto questo, guardate le immagini qua sotto e troverete le chiavi di lettura del passato, del presente e, temo (sperando tanto di essere smentito) del prossimo futuro.

curvaPhillips

inflazione1

Andrea Bertamino
 
ps: un sentito ringraziamento agli autori delle immagini di cui sopra anche se, avendole trovate in rete, non ne conosco i nomi. In buona fede penso poterle usare in nome del “Fair Use”. Altrimenti inviatemi cortesemente una mail. Grazie
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