Parola che deriva dal latino inflatio (gonfiatura), in economia indica l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo di tempo, che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta, pertanto (a parità di altre condizioni, fra cui i redditi) un’erosione del potere d’acquisto dei consumatori.

La ripresa della produzione mondiale dopo il grande fermo della primavera 2020 ha colto impreparati molti settori che hanno dovuto procedere ad acquisti frettolosi per fronteggiare l’aumento della domanda globale, da cui l’aumento dei prezzi di tante materie prime (grazie anche alla maledetta speculazione finanziaria… personalmente lascerei l’utilizzo di certi strumenti finanziari solo a chi produce o commercia la quasi totalità delle commodities) che prima o poi, integralmente o parzialmente finiscono col riversarsi sui prezzi finali facendo lievitare l’inflazione.

Ora, un certo livello di inflazione è anche salutare perchè consente ai debitori di riassorbire meglio le obbligazioni emesse (pensiamo agli enormi debiti governativi), stimola il consumatore e le imprese a non rimandare oltre misura le proprie decisioni di spesa, e tanto altro. Però, uno scenario inflazionistico prevede che le Banche Centrali intervengano con aumenti dei tassi ufficiali per controbilanciare il fenomeno e cercare di raffreddare l’escalation di prezzi che, in realtà, è un vero e proprio drenaggio di denaro in particolare dalle classi più deboli (Luigi Einaudi), con conseguente discesa dei prezzi delle obbligazioni a tasso fisso (i nostri BTP, ad esempio) in circolazione. 

Veniamo al lato pratico che è quello che qua ci interessa: l’aumento dei prezzi sarà duraturo o passeggero? La risposta è mista e, in breve, accenno ad tre elementi:

1) una volta che i “colli di bottiglia” industriali si stureranno naturalmente, è ipotizzabile una diminuzione dei prezzi di alcune materie prime con riduzione della pressione sui margini industriali e traslazione sui prezzi finali

2) McDonald’s e Starbucks hanno annunciato un aumento a doppia cifra del salario medio orario nei prossimi 2/3 anni ed il relativo trasferimento dei costi sui menù fra il 50 ed il 75% e questo è, invece, un fattore strutturale

3) l’energia verde e la transizione ecologica non sono un pasto gratis. Uno studio di Fidelity International ha elaborato il seguente scenario e spiega in parte gli aumenti dei prezzi di energia e gas che abbiamo visto di recente

CostoVerde

Venendo ai nostri risparmi, un aumento dell’inflazione agita i mercati finanziari per i vari tasti che va toccare (livello dei prezzi con impatto sui bilanci famigliari e aziendali, cambi valutari, prezzi obbligazioni, convenienza prospettica di alcuni tipi di azione, etc) con un susseguirsi di giornate positive ed altre negative che finiscono con lo spaventare e disorientare il risparmiatore, ma che possono rappresentare un’ottima chance per acquistare a prezzi scontati aziende che, se filtrate seriamente tramite criteri ESG, sono sane e col loro lavoro contribuiscono a rendere il mondo un posto migliore.

Non mi dilungo oltre per non annoiare, chi vorrà il mio aiuto per una diagnosi professionale ai propri sudati risparmi potrà compilare il form sottostante, ma la paura e il non fare nulla (ovvero lasciare i propri risparmi sul conto corrente) portano a questo

ImpattoInflazione

Parola che deriva dal latino inflatio (gonfiatura), in economia indica l’aumento prolungato del livello medio generale dei prezzi di beni e servizi in un determinato periodo di tempo, che genera una diminuzione del potere d’acquisto della moneta, pertanto (a parità di altre condizioni, fra cui i redditi) un’erosione del potere d’acquisto dei consumatori.

La ripresa della produzione mondiale dopo il grande fermo della primavera 2020 ha colto impreparati molti settori che hanno dovuto procedere ad acquisti frettolosi per fronteggiare l’aumento della domanda globale, da cui l’aumento dei prezzi di tante materie prime (grazie anche alla maledetta speculazione finanziaria… personalmente lascerei l’utilizzo di certi strumenti finanziari solo a chi produce o commercia la quasi totalità delle commodities) che prima o poi, integralmente o parzialmente finiscono col riversarsi sui prezzi finali facendo lievitare l’inflazione.

Ora, un certo livello di inflazione è anche salutare perchè consente ai debitori di riassorbire meglio le obbligazioni emesse (pensiamo agli enormi debiti governativi), stimola il consumatore e le imprese a non rimandare oltre misura le proprie decisioni di spesa, e tanto altro. Però, uno scenario inflazionistico prevede che le Banche Centrali intervengano con aumenti dei tassi ufficiali per controbilanciare il fenomeno e cercare di raffreddare l’escalation di prezzi che, in realtà, è un vero e proprio drenaggio di denaro in particolare dalle classi più deboli (Luigi Einaudi), con conseguente discesa dei prezzi delle obbligazioni a tasso fisso (i nostri BTP, ad esempio) in circolazione. 

Veniamo al lato pratico che è quello che qua ci interessa: l’aumento dei prezzi sarà duraturo o passeggero? La risposta è mista e, in breve, accenno ad tre elementi:

1) una volta che i “colli di bottiglia” industriali si stureranno naturalmente, è ipotizzabile una diminuzione dei prezzi di alcune materie prime con riduzione della pressione sui margini industriali e traslazione sui prezzi finali

2) McDonald’s e Starbucks hanno annunciato un aumento a doppia cifra del salario medio orario nei prossimi 2/3 anni ed il relativo trasferimento dei costi sui menù fra il 50 ed il 75% e questo è, invece, un fattore strutturale

3) l’energia verde e la transizione ecologica non sono un pasto gratis. Uno studio di Fidelity International ha elaborato il seguente scenario e spiega in parte gli aumenti dei prezzi di energia e gas che abbiamo visto di recente

CostoVerde

Venendo ai nostri risparmi, un aumento dell’inflazione agita i mercati finanziari per i vari tasti che va toccare (livello dei prezzi con impatto sui bilanci famigliari e aziendali, cambi valutari, prezzi obbligazioni, convenienza prospettica di alcuni tipi di azione, etc) con un susseguirsi di giornate positive ed altre negative che finiscono con lo spaventare e disorientare il risparmiatore, ma che possono rappresentare un’ottima chance per acquistare a prezzi scontati aziende che, se filtrate seriamente tramite criteri ESG, sono sane e col loro lavoro contribuiscono a rendere il mondo un posto migliore.

Non mi dilungo oltre per non annoiare, chi vorrà il mio aiuto per una diagnosi professionale ai propri sudati risparmi potrà compilare il form sottostante, ma la paura e il non fare nulla (ovvero lasciare i propri risparmi sul conto corrente) portano a questo

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